Il mio core è stabile. Io un po’ meno.

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Il mio core è stabile. Io un po’ meno.

La ragazza accanto a me aveva degli addominali spettacolari.

Non quelli che si vedono su Instagram. Quelli veri. Quelli che arrivano dopo anni di costanza, lezioni prenotate con anticipo, allenamenti fatti anche quando non ne hai voglia.

L'istruttrice ci ha chiesto di attivare il core.

Come sempre.

«Attiva il core».

«Coinvolgi il core». 

«Parti dal core».

Dopo la lezione, la ragazza ha preso il telefono.
Ha guardato lo schermo. E ha sospirato.

Non un piccolo sospiro.
Un sospiro da mutuo.
Da riunione.
Da relazione complicata.
Da vita adulta.

Mi ha fatto ridere.

Perché in quel momento ho pensato una cosa.

Il mio core è probabilmente più stabile di quanto sia mai stato. Io no.

E sospetto di non essere l'unica.

C'è qualcosa di straordinariamente contemporaneo nel fatto che siamo diventate bravissime a gestire le cose.

Le donne della nostra generazione sono impressionanti. Sappiamo fare tutto.

Possiamo prenotare una visita specialistica mentre rispondiamo a una mail, ricordarci il compleanno di una cugina che vediamo una volta l'anno e contemporaneamente scegliere quale probiotico acquistare.

Sappiamo come si organizza una settimana.
Come si pianifica un pasto.
Come si costruisce una carriera.
Come si imposta una skincare, coreana e non.
Come si riconosce una red flag.
Come si usa Notion.
Come si usa ChatGPT (che il cielo lo benedica!).
Come si usa una borraccia da quaranta euro.

Abbiamo una competenza quasi comica.

Eppure sembriamo sempre a pochi centimetri dal sentirci completamente sopraffatte.

Forse perché ci è stato raccontato che la competenza produce serenità. Ma non è quello che vedo.

Vedo persone estremamente competenti. Molto meno serene.

Sappiamo quanto dormire.
Quanto bere.
Quanto camminare.
Quanto meditare.
Quanto proteggere la pelle dal sole.
Quanto e come respirare.

Gli esseri umani respirano da centinaia di migliaia di anni e noi siamo la prima generazione che guarda un video di sette minuti per capire se lo sta facendo bene.

Abbiamo trasformato ogni aspetto della vita in un progetto.

Mangiare non basta.
Dormire non basta.
Lavorare non basta.
Riposare non basta.

Bisogna fare tutto bene.

E quando tutto diventa un progetto, inevitabilmente anche noi diventiamo un progetto.
Una bozza permanente.
Una versione beta.
Un cantiere con una buona illuminazione.

Forse è per questo che continuo a tornare a quella frase.

My core is stable. I am not.

Perché il core, almeno, segue ancora una logica comprensibile.

Ti alleni. Migliora.

Ti fermi. Peggiora. 

Fine.

Le relazioni non funzionano così.
La fiducia non funziona così.
L'identità non funziona così.

Puoi essere preparata e sentirti persa.
Puoi essere competente e sentirti inadeguata.
Puoi avere una routine perfetta e passare venti minuti a chiederti se hai risposto nel modo sbagliato a un messaggio.

Forse la vera abilità adulta non è avere tutto sotto controllo.

Forse è continuare a presentarsi anche quando non lo hai.

Con il calendario pieno.
Con il cassetto pieno.
Con la mente piena.
Con il core stabile.

E tutto il resto ancora in lavorazione.